Il peso dell'aria e la misura del tempo
✦Il fine settimana del 25 settembre è scivolato via con la stessa rapidità con cui si volta l'ultima pagina di un capitolo. I giorni che sono seguiti si sono rivelati densi, pesanti, eppure profondamente istruttivi. Io ho continuato a plasmare le ombre de La Quiete che Divora, lasciando che la storia si nutrisse di questa mia stessa fatica per assumere contorni sempre più netti e spietati. Un'oscurità che ora non appartiene più soltanto a me. Io ho deciso di aprire uno spiraglio in questo buio per concedervi un frammento di ciò che sta nascendo: ho appena pubblicato i primi due capitoli del romanzo in formato completamente gratuito. Voi potete varcare questa nuova soglia e iniziare a leggerli QUI👈🏼.
Ma la realtà fuori dal romanzo esige il suo spazio, ricordandoci che ogni grande cambiamento richiede metodo. Noi abbiamo appena avviato le pratiche per la conversione della patente, un ulteriore tassello burocratico per radicarci definitivamente in questo territorio. E proprio quando si pensa di aver allineato ogni dettaglio, il sistema svizzero ti ricorda il suo pragmatismo con una precisione quasi clinica. Nella cassetta della posta è comparsa una fattura inaspettata: 270 franchi per una visita medica risalente allo scorso giugno. Un semplice controllo di routine della pressione e dell'apparato respiratorio, senza alcun esame diagnostico complesso. È il prezzo crudo e tangibile di un'efficienza che non fa sconti.
Eppure, per quanto salato, quel conto ha sancito una verità necessaria. Il corpo assorbe i contraccolpi del cambiamento molto prima che la mente sia disposta ad averne consapevolezza. Le polveri inalate durante i mesi del trasloco, lo stress silenzioso del cambiamento e la nuova umidità densa che sale dal lago mi hanno presentato il loro personale verdetto, scatenando un'asma che non avevo affatto previsto. Da giugno io respiro attraverso la regolarità del Forster, affidando a quel farmaco il compito di restituirmi l'ossigeno che l'affanno mi aveva sottratto. È curioso come basti la chimica di un piccolo inalatore per ricordarci la nostra fragilità corporea, e al tempo stesso la nostra ferocia mentale nel voler mantenere il controllo su tutto.
Ed è proprio questa inflessibile volontà di controllo che mi spinge sempre in avanti. Il tracciato continua a evolversi: la prossima settimana affronterò finalmente il primo incontro in presenza del percorso di formazione in front office che ho scelto per me, un momento che attendo con una curiosità affilata. Voi sarete i primi a cui racconterò come andrà, perché ogni nuova competenza che scelgo di fare mia è un'arma in più per forgiare lo spazio che occupo nel mondo.
Si chiude una settimana e se ne apre inevitabilmente un'altra. Si regola il respiro, si misurano i passi, si accordano le ombre della finzione con gli ostacoli della vita vera. E mentre il tempo scorre inesorabile, le ombre che ho promesso di raccontarvi continuano a muoversi nel buio, in attesa del momento in cui sarò pronta a lasciarle uscire ancora.