Il punto di sospensione perfetto
✦C'è un momento esatto in cui il silenzio, così necessario per creare, cede volentieri il passo al calore di chi condivide le tue stesse radici.
Questo fine settimana noi abbiamo aperto le porte di casa a zii e cugini, accorciando all'improvviso la distanza che ci separa dall'Italia. Sono stati giorni asciutti, vissuti nell'essenziale: una lunga passeggiata tra l'eleganza austera di Locarno, e poi l'acqua. Noleggiando una barca, ci siamo spinti al centro del lago di Lugano, rovesciando la prospettiva per guardare la città da un punto di sospensione perfetta. Poi, come ogni parentesi, anche questa si è chiusa. Alle 17:00 della domenica, al rumore delle portiere che si chiudevano per rimettersi in viaggio, è seguito il ritorno di quella quiete solida e ovattata che mi appartiene.
In quel silenzio ritrovato, io mi sono inabissata nuovamente nel lavoro. Questa settimana ho messo un punto definitivo, chiudendo ufficialmente la linea temporale 1 de La quiete che divora. È stato un passaggio più arduo e doloroso del previsto. Voi che amate perdervi nelle storie sapete quanto possa essere difficile voltare l'ultima pagina di un libro, ma vi assicuro che, per chi scrive, il distacco è persino più crudele. Dover salutare i personaggi di un'epoca, sigillare per sempre le loro esistenze nel passato senza poterle più riaprire, porta con sé un dispiacere sottile, una sorta di lutto letterario che ti scava dentro. Eppure, la trama esige il suo tributo e le ombre devono compiere il loro destino.
Ma mentre una nuova oscurità prende forma sulla pagina, quella passata rivendica il suo spazio nel mondo reale. Sto cercando attivamente una stanza, un luogo fisico dall'estetica intoccabile e dall'atmosfera perfetta, per ospitare la presentazione dal vivo de Il velo dell'illusione. Voglio uno spazio che parli la stessa lingua del romanzo. E a proposito di anime capaci di leggere oltre la superficie, voglio ritagliarmi un momento per ringraziare pubblicamente libreria.incantata su Instagram: la vostra splendida recensione ha saputo cogliere l'essenza più nera, fragile e profonda del libro.
Tutto si muove, in un equilibrio costante tra ciò che finisce e ciò che inizia a respirare. Si salutano gli affetti sulla soglia, si abbandonano i personaggi alla loro epoca, si cercano nuove stanze per far risuonare vecchie parole. E in questo fluire inarrestabile, io continuo a scrivere le mie regole, tessendo storie che non hanno paura del buio.